UNI/PdR 192:2026: cos'è, come ottenerla e come accedere allo sgravio contributivo per le aziende family friendly
- Anna Desantis

- 6 mag
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 4 giorni fa
In Italia oggi muoiono quasi il doppio delle persone che nascono. Non è l'incipit di un romanzo distopico, è la fotografia del Paese nel 2026.
Le cause sono tante e complesse ma una, spesso sottovalutata, riguarda direttamente le aziende: un mondo del lavoro che non lascia spazio alla genitorialità è tra i fattori che spingono le persone a rinunciare ad avere figli, o ad uscire dal mercato del lavoro dopo averli avuti.
Dal 14 aprile 2026 esiste uno strumento concreto pensato per invertire questa tendenza, o almeno provarci. Si chiama UNI/PdR 192:2026, ed è la prima prassi italiana che rende misurabile e certificabile l'impegno di un'azienda sul fronte family friendly.
In questo articolo, troverai informazioni sulla prassi, dagli obiettivi alla struttura, dalle aree di valutazione ai criteri di misurazione, e ti racconteremo cos'è la prassi UNI/PdR 192:2026, come ottenerla e come Promama può supportare la tua azienda nell'ottenimento dello sgravio contributivo per le aziende family friendly previsto dal Decreto Lavoro 1° maggio 2026.
Se invece sei di fretta, visita alla sezione FAQ alla fine dell'articolo.
Un po’ di contesto
Solo nel 2025, l'Italia ha segnato un nuovo minimo storico di fecondità: 1,14 figli in media per donna. E il rapporto tra persone in età lavorativa e le altre è destinato a passare da 3:2 nel 2023 a circa 1:1 nel 2050, cioè in meno di trent'anni.
I numeri del mercato del lavoro raccontano la stessa storia da un'angolazione diversa:
ogni anno oltre 40.000 neomamme si dimettono: si stima che circa il 20% delle donne lasci il lavoro dopo la maternità, spesso non per scelta ma per mancanza di alternative;
sul fronte della paternità, 1 padre su 3 non utilizza nemmeno i 10 giorni di congedo obbligatorio, spesso non perché non voglia, ma perché le aspettative del mondo del lavoro non lo rendono davvero praticabile.
Il risultato, misurato dall'Osservatorio Promama su oltre 700 genitori lavoratori, è un indice p-eNPS (Parents Employee Net Promoter Score) medio di -43: i dipendenti genitori quasi mai consiglierebbero la propria azienda a un amico con figli.
Questi numeri hanno un costo: per le famiglie, per le aziende, per il Paese. E indicano anche dove intervenire.
La UNI/PdR 192:2026 è una prassi che fa qualcosa su cui noi in Promama lavoriamo già da tre anni: rende misurabile la politica family friendly. Definisce procedure, KPI, metodi di valutazione e di implementazione, per trasformare le buone intenzioni in impegni verificabili. L'obiettivo è promuovere politiche aziendali concrete a sostegno della maternità, della paternità e dei caregiver, affinché la cura familiare, ancora troppo spesso invisibile, diventi una variabile che il lavoro non può continuare a ignorare.
UNI/PdR 192:2026 e family friendly: cos'è, come ottenerla e come ottener lo sgravio
La prassi UNI/PdR 192:2026, sviluppata dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia, rappresenta un passo decisivo verso la promozione di un ambiente lavorativo family friendly.
La struttura è simile alla UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, di cui molte aziende hanno già esperienza: politiche aziendali formalizzate, obiettivi misurabili, pianificazione, monitoraggio e rivalutazioni periodiche, e prende ispirazione anche dal Family Audit e dal Codice per le imprese in favore della maternità. La norma si articola in una serie di:
Requisiti di sistema: la politica di conciliazione deve essere scritta, comunicata, presidiata da un gruppo di lavoro interno, monitorata con audit periodici.
KPI di performance: 7 aree misurabili: maternità, genitorialità, carichi di cura, flessibilità oraria/spaziale, salute e benessere, welfare economico, sviluppo professionale e continuità di carriera.
Le aree di intervento della UNI/PdR 192:2026
Tra i 7 ambiti di intervento, spiccano il supporto alla maternità e alla paternità, la flessibilità oraria e spaziale, il sostegno ai caregiver e l’adozione di misure di welfare aziendale

Nel dettaglio:
Organizzazione del lavoro e flessibilità: si parla di smart working, ma anche di flessibilità oraria concreta: entrata e uscita modulabili, gestione delle pause, banca ore o turni adattabili. Oltre alla diffusione del lavoro agile tra le posizioni che lo consentono, si inserisce anche la possibilità di accedere a soluzioni come il part-time reversibile o temporaneo, pensate per accompagnare momenti di vita complessi senza compromettere la continuità lavorativa.
Supporto alla maternità: si va dalla presenza di programmi informativi e percorsi sanitari dedicati, fino alle politiche di rientro al lavoro, fondamentali per evitare discontinuità o penalizzazioni, oltre che il riconoscimento delle competenze sviluppate durante la maternità.
Supporto alla genitorialità: viene misurato, ad esempio, quanto i padri usufruiscono davvero dei congedi parentali disponibili (non solo sulla carta), e per quanto tempo. Oltre ai dati quantitativi, conta anche la presenza di politiche che integrano economicamente i congedi o ne estendono la durata, insieme a programmi strutturati di rientro al lavoro per entrambi i genitori.
Supporto agli impegni di cura: allarga lo sguardo oltre i figli, includendo tutti i carichi di cura (genitori anziani, familiari fragili, ecc.). Le organizzazioni più avanzate offrono flessibilità dedicata ai caregiver, permessi aggiuntivi rispetto alla normativa e accesso facilitato a servizi di assistenza, anche tramite convenzioni o supporto nella ricerca di soluzioni.
Salute e benessere: valuta la partecipazione a campagne di prevenzione, l’accesso a supporto psicologico e la promozione di iniziative legate a sport, cultura e tempo libero, spesso estese anche ai familiari.
Sostegno economico e servizi per le famiglie: contributi economici, ma anche servizi, come convenzioni con fornitori, accesso a reti territoriali, iniziative di educazione finanziaria e strumenti di previdenza complementare.
Sviluppo professionale e continuità di carriera: misura se la genitorialità impatta (o meno) sulla carriera, guardando al rientro effettivo dopo il congedo, alla permanenza nel tempo (retention) e alla possibilità di accedere a formazione e sviluppo anche dopo periodi di assenza, monitorando carriera e retribuzione post-congedo, per evitare penalizzazioni invisibili ma molto diffuse.
Inoltre, le soglie per la certificazione sono legate alla dimensione aziendale: 50% per aziende piccole e micro (fino a 49 dipendenti) e 60% per aziende medie e grandi (oltre 50 dipendenti).
Family friendly: il ruolo delle imprese e i vantaggi
In questo contesto di forte denatalità e transizione demografica, si evidenzia il ruolo cruciale che le imprese possono ricoprire nel favorire un clima culturale e lavorativo family friendly.
La prassi UNI/PdR 192:2026 sottolinea infatti ancora una volta l’importanza di policy aziendali che incentivano la genitorialità e la cura familiare, rendendo il lavoro compatibile con le esigenze personali e familiari di ciascuno.
Oltre a contrastare il calo demografico e rafforzare la sostenibilità sociale, tra i vantaggi dell’adozione delle misure valutate positivamente dalla prassi si potrà osservare i miglioramento del benessere dei lavoratori e della reputazione aziendale, rappresentando, un vero e proprio investimento strategico per il futuro.

Infatti, secondo i dati dell’Osservatorio Promama uniti a diversi studi sui benefici, emergono moltissimi dati positivi legati alla sensibilità dell’azienda sul tema di supporto alla genitorialità.
Primo fra tutti, il tasso di rientro al lavoro delle donne dopo la maternità nei family-friendly workplaces è vicino al 100% e l’utilizzo dei giorni di congedo di paternità sempre al di sopra della media nazionale (spesso con un periodo integrativo rispetto ai 10 giorni).
E sì, in questi contesti i genitori consiglierebbero l’azienda ad amici genitori.
Abbiamo spiegato cos'è la UNI/PdR 192:2026 e come ottenerla, ora vediamo come ottenere lo sgravio contributivo per un'azienda family friendly.
Il Decreto Lavoro del 1° maggio 2026 e lo sgravio contributivo
A conferma che l'adozione della prassi non è solo un segnale reputazionale arriva il Decreto Lavoro del 1° maggio 2026 (provvedimento Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, in vigore dal 1° maggio 2026), per il quale le aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026 accedono a un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all'1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.
Anche in questo caso sulla falsariga di quanto già accade per la UNI/PdR 125:2022. Un incentivo concreto, che trasforma un investimento in welfare in un vantaggio economico misurabile.
Ecco come Promama può aiutare la tua azienda ad ottenere la UNI/PdR 192:2026, la nuova prassi sul family friendly, per accedere allo sgravio contributivo.
Domande frequenti sulla UNI/PdR 192:2026
Chi può ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026? Tutte le organizzazioni private e pubbliche, di qualsiasi dimensione — incluse micro e PMI — che adottino misure strutturate a favore di genitorialità, flessibilità e carichi di cura.
Quanto vale lo sgravio contributivo per le aziende certificate? Il Decreto Lavoro del 1° maggio 2026 (D.L. 62/2026) prevede un esonero fino all'1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 50.000 euro annui per azienda.
Qual è la differenza tra UNI/PdR 192:2026 e UNI/PdR 125:2022? La UNI/PdR 125 riguarda la parità di genere, la UNI/PdR 192 si concentra specificamente sulla conciliazione vita-lavoro e sul sostegno alla genitorialità. Le due certificazioni sono complementari e cumulabili.
Come si ottiene la certificazione UNI/PdR 192:2026? Il percorso si articola in tre fasi: gap analysis interna (verifica della situazione attuale), implementazione delle misure richieste sui 7 KPI, verifica e certificazione da parte di un ente terzo accreditato. Promama supporta le aziende in tutte e tre le fasi.
Posso ottenere la certificazione UNI PdR 192:2026 anche come piccola impresa? Sì. Per le micro e piccole imprese (fino a 49 dipendenti) la soglia minima di conformità è il 50% degli indicatori, contro il 60% richiesto alle aziende medie e grandi.
Chi può aiutarmi a ottenere la certificazione UNI PdR 192:2026? Promama può offrirti tutto il support di cui hai bisogno. Leggi come nel prossimo paragrafo o contattaci direttamente su info@promama.it oppure fissa una call con noi direttamente a questo link.
Il supporto di Promama per ottenere la prassi UNI/PdR 192:2026
Promama lavora sul tema dei family friendly workplaces da oltre 3 anni, prima ancora che esistesse una prassi certificabile come la UNI/PdR 192:2026, quando ancora suonava un po’ una contraddizione, quasi un ossimoro. E l’ha fatto analizzando, studiando e presentando i dati di ricerche sul campo che parlano chiaro, ma anche affiancando e supportando tutte le aziende volenterose di diventare davvero inclusive e attrattive, anche per i genitori.
Da allora, Promama ha mappato oltre 700 aziende, raggiunto una community di oltre 50.000 genitori e supporta aziende nel posizionarsi come Employer of choice per i genitori, tramite attività di accompagnamento e miglioramento e di employer branding.
Oggi, con la UNI/PdR 192:2026, quel percorso diventa certificabile.
E Promama supporta le aziende nelle fasi più critiche:
Diagnosi e pianificazione Con il Family-Friendly Index Assessment, aiutiamo le aziende a capire dove si trovano - con un benchmark reale basato sui dati di oltre 700 aziende mappate - e a definire le azioni prioritarie per colmare i gap.
Strumenti e misure concrete Dalla dashboard per i dipendenti genitori, agli strumenti di ascolto e accompagnamento nel percorso maternità/paternità, ai webinar per manager e team: offriamo misure operative già pronte che coprono direttamente diversi KPI richiesti dalla prassi.
Monitoraggio e documentazione Supportiamo le aziende nella raccolta dei dati di utilizzo e nella produzione delle evidenze documentali necessarie.
Cultura e comunicazione La certificazione richiede che le politiche siano comunicate - dentro e fuori l'azienda. Affianchiamo le aziende nella comunicazione interna delle iniziative e nel posizionamento esterno come family-friendly workplace, con visibilità nel network e nella community.
Se vuoi capire come si posiziona la tua azienda oggi su questi temi compila la versione semplificata del Family-Friendly Index: è gratuito, richiede pochi minuti e scopri immediatamente quanto è distante la tua azienda dalla certificazione UNI/PdR 192:2026.
Puoi scaricare la prassi completa a questo link.
Se invece preferisci approfondire come Promama può supportarti nel percorso verso la certificazione e scoprire cosa abbiamo già fatto con aziende come la tua, scrivici a info@promama.it oppure fissa direttamente una call con noi.

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